LA CENSURA A VERONA SPOSI

Le verginelle violate
e l'autogol di Sboarina

06/02/2018 12:08

Sposa chi vuoi, “ma non a Verona”. Ironizzano le opposizioni, ma c'è poco da ridere o deridere. Ancor più tedioso è lo sconcerto seguito alla censura dello stand gay friendly di Verona Sposi. Vale quanto affermammo nei giorni dell'altra censura, quella alla biblioteca vivente al Tocatì: stupisce chi si stupisce.

Sboarina & C durante la campagna elettorale sui diritti civili erano stati chiari: la famiglia è una sola, quella tra uomo e donna. E i sovranisti veronesi del destra-centro non si sono mai distinti per essere dei liberali in materia e sono pure note le contiguità dei leghisti Fontana e Comencini – quest'ultimo nell'occhio del ciclone - con i tradizionalisti cattolici. E nel programma di 'Sboarina sindaco' il capitolo sulla famiglia era scritto nero su bianco. Ma dov'era il centrosinistra allora? Dov'era Bertucco, che con Sboarina pasteggiava al Tabià? E la Rotta e il Pd che dicevano in tema? Nulla, non una parola, ché magari poi si rischiava pure di vincere.

Oggi ci si straccia le vesti e le opposizioni mostrano virtuoso stupore e facce contrite da verginelle violate. Troppo tardi, ormai Sboarina è sindaco e lo sarà nei prossimi quattro anni, Fontana è il leader veronese della Lega e Comencini sarà deputato.

Certo Sboarina, che pare politicamente sempre più debole (la Lega dopo il 4 marzo rischia di scippargli la golden share della maggioranza), non ci fa una gran figura in tutta questa storia. Persino una piccola lista come il Popolo della Famiglia pare dettargli l'agenda (e non è la prima volta) e dentro la sua maggioranza si levano dei distinguo, seppur velati, come quello di Maria Fiore Adami di Verona Domani e di Laura Bocchi, l'anima della Lega meno tradizionalista. Distinguo comprensibili e non casuali, del resto qualcuno dovrebbe spiegare al sindaco che i veronesi sono molti di più del 20-25 per cento che lo hanno eletto e nello stesso elettorato di centrodestra c'è una forte componente liberale, o comunque non così intransigente nei temi etici.

Sposa chi vuoi. Ma non troppo. Non si sposeranno mai politicamente Tosi e Bertucco, ma Sboarina si fregia di un miracolo che potrà raccontare ai nipotini: esser riuscito a mettere d'accordo i due arcinemici, ieri per la prima volta uniti senza distinguo nell'attaccare il sindaco. Un giorno storico. Un fatto che la dice lunga sulla bufera politica che si è scatenata. Il manifesto del clamoroso autogol di Sboarina.

Francesco Barana


 
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