BILANCIO

Banco BPM: 558 milioni
utile, nessun dividendo

08/02/2018 19:18

Banco Bpm ha chiuso il suo primo bilancio con un utile di 558 milioni di euro, sostenuto dalla plusvalenza di 700 milioni generata dalla cessione di Aletti gestielle ad Anima, e accelera sullo smaltimento dei crediti deteriorati.

Un processo 'caldeggiato' della Bce, che non allenta il pressing affinché il sistema bancario italiano si liberi dello stock di npl accumulati durante la crisi.

La banca guidata da Giuseppe Castagna e presieduta da Carlo Fratta Pasini, nata dalla fusione tra il Banco Popolare e la Bpm l'1 gennaio 2017, ha anche annunciato la cessione delle attività della banca depositaria a Bpn Paribas per 200 milioni e il trasferimento ad Anima sgr dei contratti di gestione in delega in ambito assicurativo per 120 milioni.

I 320 milioni che le cessioni frutteranno (tutte plusvalenze che rimpingueranno l'utile 2018) rafforzeranno di 53 punti base il Cet1 (12,02% su base pro-forma) contribuendo a quel consolidamento patrimoniale, frutto di cessioni e validazione dei modelli interni da parte della Bce, che permette all'istituto di allungare il passo nello smaltimento degli npl.


"Immagino" che la Bce sarà "soddisfatta del fatto che riduciamo i crediti deteriorati di altri 10 miliardi di euro" ha detto Castagna, che sottoporrà il piano alla vigilanza entro il termine di fine marzo e prevede di cedere 5-6 miliardi di npl attraverso la garanzia dello Stato (di cui circa 2 miliardi "entro giugno" e la restante parte entro il 2019). Grazie al nuovo piano i crediti dubbi si ridurranno a 13 miliardi al 2020, rispetto ai 30 miliardi di fine 2016 e al precedente obiettivo di 23 miliardi al 2019 concordato con la Bce. Conseguentemente l'npe ratio (rapporto tra esposizioni non performanti sul totale dei crediti) scenderà all'11,5%, dal 24,1% di fine 2016, e l'incidenza delle sofferenze nette sul totale impieghi dal 7,1% al 2,3%.


Sul fronte dei conti, l'esercizio ha visto i ricavi scendere del 3,7% a 4,48 miliardi di euro anche se i proventi operativi 'core' sono saliti a 4,2 miliardi, in crescita del 4,9% sul 2016, esercizio che si era chiuso con una perdita aggregata di 1,6 miliardi del Banco Popolare e della Bpm.

Il calo dei costi del 18,9% ha permesso al risultato della gestione operativa di salire del 58,4% a 1,45 miliardi. Le perdite su crediti sono state 1,66 miliardi, valore ancora alto anche se in forte calo rispetto ai quasi 3 miliardi del 2016.

Nessun dividendo è stato proposto ai soci. Confermando gli obiettivi del piano industriale, Castagna si è detto "fiducioso" che il 2018 possa "essere un anno importante e soddisfacente in termini di utile". In Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 5,09% a 3,07 euro.


 
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