Cronaca di Redazione , 09/04/2021 11:15

Gelate nel Veronese, catastrofe kiwi: azzerata la produzione

Gelate in campagna

Non si ha memoria di una gelata tardiva come quella registrata la notte tra mercoledì e giovedì. In aperta pianura veronese si sono registrate temperature a 50 centimetri dal suolo fino a -8,3 gradi alle 5.40 del mattino.

La gelata terribile di stanotte è stata preceduta da giornate con temperature diurne elevate e questo ha stimolato le piante a germogliare. I risultati sono disastrosi. La produzione di kiwi è stata azzerata. Compromesse del 60- 80 per cento le produzioni di meli e peri e ancor più gravi danni ai peschi - sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona:

“Letteralmente lessati i turioni di asparagi che si dovevano raccogliere stamane e nei prossimi giorni. Zucchine e peperoni sotto tunnel colpiti per il 20 per cento. Nei prossimi giorni si potrà fare con precisione la conta dei danni. Chi ha attivato l'impianto irriguo sui frutteti in funzione antigelo attende di conoscere l'impatto. Questi sono eventi atmosferici, come accade d’estate, repentini e di particolare violenza e catastroficità per le culture agricole e non solo”.

Gli strumenti assicurativi in relazione alle gravità del danno sono inadeguati a offrire un ristoro pari alla perdita subita. “Le gelate si contraddistinguono, in termine assicurativo di rimborso del sinistro, dal fatto che mentre per la grandine si ha una franchigia del 10 per cento, le gelate sono al 30 per cento – spiega Lavagnoli -. Vale a dire che se ho il 50 per cento di danno da gelata, riceverò un rimborso del 20 per cento, mentre con la grandine avrò un rimborso del 40 per cento. La gelata, quindi, vale la metà rispetto a un danno da grandine. È sempre più difficile fare il mestiere dell’agricoltore in queste condizioni, anche a fronte di investimenti di protezione delle colture sottratti ad altri obiettivi produttivi, in quanto gli eventi climatici trascinano con sé altre problematiche, come ad esempio il proliferare di insetti alieni e l'impossibilità di programmare le produzioni”.